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Testi tratti dal libro "Sermide 1998" del Prof.Giovanni Freddi
Posizione geografica
Per localizzare Sermide sulla cartina geografica occorre partire dal profilo tormentato della regione Lombardia con il suo triangolo orientale, situato sulla sponda destra del Po, il quale punta in direzione dell’Adriatico. Quel triangolo è l’Oltrepò Mantovano e Sermide lo occupa nella parte estrema, a ridosso di Felonica.


Sermide si trova dunque nella provincia di Mantova e nella regione Lombardia, addossata al fiume Po con un’altitudine che varia dagli 11,60 metri del centro storico ai 9,45 metri della stazione ferroviaria, ai 6-7 metri dei terreni vallivi. La più completa rappresentazione topografica di Sermide e del suo territorio è data dalla Carta d’Italia dell’Istituto Geografico Militare di Firenze al Foglio 63 II SO (Sermide) e al Foglio 75 I NO (S. Martino Spino).
A nord del Comune i confini sono tracciati dal corso del Po che lo separa dall’Alto Polesine (prov. di Rovigo) ancor oggi denominato Transpadana Ferrarese per essere stato ab antiquo la parte dello Stato Estense di Ferrara situata a nord del Fiume.
A est di Sermide confina con Felonica, già importante sede di un’abbazia benedettina; a sud confina con il Ferrarese e il Mirandolese (ora Modenese), per secoli stati autonomi, il che spiega la presenza e il ruolo della dogana tra Porcara e Pilastri, là dove la strada si biforca per Ferrara e Mirandola.
La superficie è di 6700 ettari pari a 21347 biolche mantovane. Come è noto, il termine biolca (dal lat. med. bubulca , ae, pari a 3138,60 mq) designa la quantità di terreno che un traino di otto buoi appaiati riusciva ad arare nell’arco della giornata sotto la capace guida di un bovaro.
I sermidesi residenti nel comune sono oggi assestati attorno alle 6500 unità, cifra poco più superiore a quella del 1848 che fu l’anno della distruzione di Sermide da parte degli Austriaci. Dal 1848 agli anni ’50 del '900 la curva demografica aveva registrato una grande impennata con una punta massima di 11.052 abitanti nel 1951. A partire da allora ha avuto inizio il grande esodo verso Torino, Varese, Milano, la Brianza, ecc. che in tre decenni ha quasi dimezzato la popolazione.
Sermide vista dall’alto
Dall’alto, Sermide si presenta distesa lungo il corso del Po con i nuclei abitati – da occidente a Oriente – di Moglia, del centro storico e di Caposotto. Man mano che ci si allontana dalla sinuosa fascia urbana addossata al fiume gli insediamenti abitativi si diradano per lasciare posto alle antiche corti rurali, da secoli fulcro dell’economia sermidese. Spiccano, nel cuore della campagna sermidese, gli agglomerati di Malcantone e soprattutto dell’antica borgata di Santa Croce

Il territorio è tutto ricoperto da un reticolo di strade e canali costruiti nei secoli per bonificare le foreste e le paludi primitive. Opere geniali che sono frutto e testimonianza della fatica e dell’ingegno dell’uomo negli ultimi mille anni; opere antiche perché il panorama è rimasto pressoché lo stesso per secoli. Alla fine dell’Ottocento il paesaggio si è arricchito della Ferrovia Suzzara-Ferrara (anno 1888) che attraversa il Comune da ovest a est e che ha nella stazione si Sermide i depositi e le officine del materiale rotabile. A metà del Novecento si è ammodernato con la strada Provinciale Mantova-Ferrara che pure presenta le gravi strozzature del Chiavicone di Moglia là dove scaricano in Po i grandi collettori della Bonifica dell’Agro Mantovano-Reggiano (completata nel 1906) e della Reverese proprio di fronte all’Isola Bianchi che, assieme all’altra, l’Isola Ravà, muove e arricchisce il panorama fluviale sermidese.
A poche centinaia di metri da queste colossali opere – colossali per concezione e realizzazione – sorge l’immensa centrale per la produzione di energia elettrica, costruita da ENEL a partire dal 1977.

Tra Sermide e Moglia s’inarca sopra l’argine e sopra il fiume, il ponte di cemento che nel 1971 ha sostituito il vecchio ponte di chiatte rimasto in servizio per oltre un settantennio e per la cui inaugurazione, nel 1902, la Domenica del Corriere aveva dedicato la copertina disegnata da Achille Beltrame.
 
Il Po e il territorio
La vita di Sermide è da sempre legata al grande fiume che ne segna, come si è visto, il confine settentrionale: dal Po è arrivata per millenni acqua ed è arrivato il limo che ne hanno fecondato la campagna; dal Po sono giunti cinque secoli prima di Cristo gli Etruschi di Spina con le loro barche, i quali hanno creato nuovi insediamenti nell’Italia del Nord, a cominciare da Mantova; dal Po è venuta con fantasmagorici bucintori l’adolescente Isabella d’Este andata sposa al marchese Francesco Gonzaga; dal Po sono arrivati i pesci, gli storioni e gli uccelli acquatici che hanno arricchito la fauna e la cucina mantovana e sermidese; dal Po è arrivata anche la distruzione e la morte con le inondazioni e le rotte, il tutto nei ritmi perenni delle sue acque che qui erodono gli argini (froldi) e dalla parte opposta creano golene.

Le antiche vie di comunicazione
Con la strada che correva in cima all’argine maestro, il fiume ha costituito, in passato, la sola via di comunicazione di Sermide con Mantova, sua capitale situata a ovest, e con Ferrara, dapprima città nemica e poi amica, posta a est. La via fluviale venne usata nei secoli soprattutto dai potenti e dagli eserciti, ma raramente dai Sermidesi. Al massimo veniva concesso loro di attraversare il Po al passo, cioè alla barca-traghetto, sostituita successivamente dal porto (traghetto su pontoni) e quindi dal ponte.
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